Una città fatta per accogliere il pensiero, diceva De Chirico.
Come Chief Freelance Officer di lungo corso, particolarmente legato alla scuola di pensiero di Adriano Olivetti , ho avuto il privilegio di assistere in prima persona alla trasformazione dei metodi di lavoro nell’industria creativa italiana. Torino, la città in cui vivo da oltre 20 anni, è un grande agglomerato di storia, cultura e innovazione, in particolare nei settori del cinema, del design industriale, dell’arte, della filosofia e del diritto. A partire dalla metà del secolo scorso si è imposta come un vero e proprio punto di riferimento internazionale, perciò ho pensato di condividere la mia opinione su ciò che rende questa città una delle capitali creative d’Europa, quindi del mondo intero.
CINEMA – un’eredità importante
La storia cinematografica italiana comincia proprio a Torino, nel 1896. Dalla fine degli anni ’80 TFF (Torino Film Festival)attira migliaia di appassionati di cinema d’essai in città, e come professionista apprezzo particolarmente il fatto che questa manifestazione fornisca un trampolino di lancio a registi emergenti desiderosi di mettere in mostra il proprio lavoro. Tra l’altro il senso di comunità che si crea ogni anno tra gli addetti ai lavori, è davvero speciale. Il festival non si limita a celebrare i risultati cinematografici individuali, ma incoraggia la ricerca artistica e il dialogo interdisciplinare creando una potente narrazione condivisa.
Ulteriore nota di colore: sempre qui sono stati girati alcuni dei film più famosi dell’underground italiano. Uno su tutti: “Profondo Rosso” di Dario Argento, che a mio avviso cattura davvero l’essenza della cultura e dell’estetica cittadina. Ma l’architettura razionale e il paesaggio unico di Torino costituiscono un’ispirazione per l’intera comunità creativa.
DESIGN INDUSTRIALE – il motere dell’innovazione
La centralità di Torino nel panorama industriale del nostro paese è incontestabile. Nel ‘900 la città si è sviluppata di pari passo con la costruzione degli impianti Lancia e Fiat. La cultura dell’innovazione e dell’eccellenza tecnologica è invece stata incarnata da figure come Giorgetto Giugiaro(Italdesign), il cui lavoro innovativo e fantasioso non ha solamente ridefinito i canoni del settore automobilistico, ma ha anche lasciato un segno profondo nella storia del design.
Come persona che apprezza i metodi di apprendimento innovativi, adoro gli incubatori di talenti come il Politecnico di Torino o l’Istituto Europeo di Design (IED). Istituzioni come queste costituiscono l’humus in cui sta crescendo la prossima generazione di creativi, persone educate a pensare fuori dagli schemi e condurre esperimenti con le nuove tecnologie. Tra l’altro, stimolare la collaborazione e l’Interdisciplinarità è la parola d’ordine del mio lavoro.
FILOSOFIA – differenti scuole di pensiero
Torino è anche un punto di riferimento per il pensiero filosofico avendo ospitando pensatori influenti come Norberto Bobbio, Gianni Vattimo e Umberto Eco. In particolare, il contributo di Eco nel campo della semiotica e della critica culturale ha avuto un impatto enorme sul modo in cui analizziamo la comunicazione e il senso del nostro mondo sempre più digitalizzato. Degna di nota anche la Scuola Holden, fondata dallo scrittore Alessandro Baricco, questa realtà incarna al meglio l’atmosfera intellettuale di cui romanzieri, giornalisti, blogger e storyteller hanno bisogno per diventare veri professionisti della parola.
Come Chief Freelance Officer, sono convinto che la Filosofia aiuti le nostre capacità di comprensione del mondo e stimoli la creatività. Mettere le cose in discussione, riflettere a fondo e aprirsi al cambiamento sono attività essenziali nel nostro ambiente. Convivere con una ricca tradizione filosofica è un incoraggiamento costante ad applicare il senso critico alla nostra vita personale e al nostro percoso lavorativo.
DIRITTI DEI LAVORATORI – una storia esemplare
La storia di Torino è anche indissolubilmente legata al movimento per il riconoscimento dei diritti dei lavoratori e per la giustizia sociale. Qui più che in ogni altro luogo d’Italia le organizzazioni sindacali si sono battute per ottenere condizioni di lavoro giuste e trattamenti equi. La mia attività professionale in qualche modo si inserirsce nel solco di questa tradizione, cercando di favorire rapporti di lavoro che diano la giusta priorità alla cultura del rispetto, della collaborazione e dell’inclusione.
E in questo senso è innegabile l’influenza della visione antropocentrica Olivettiana. Credo davvero che la costruzione di una equilibrio lavoro-vita basata sul rispetto e il supporto reciproco sia importante quanto la capacità di attrarre e trattenere i migliori talenti.
ARTE – una economia fiorente
La scena artistica di Torino è un riflesso della sua creatività e diversità culturale. Eventi come Artissima , Club2Club o Salone del Libro mettono in vetrina l’amore della città per l’arte contemporanea e la letteratura di qualità. Ma questi eventi non sono pensati solo per monetizzare l’espressione artistica di pochi, offrono anche tantissime opportunità per il networking e la collaborazione tra talenti, istituzioni e cittadinanza.
Nel quotidiano, realtà come Circolo dei Lettori o Circolo del Design rappresentano veri e propri laboratori intellettuali a disposizione di artisti, designer, scrittori, pensatori e imprenditori.
TORINO – il posto giusto dove stare
Nel panorama italiano ed europeo Torino si contraddistingue per la spiccata attitudine dei suoi abitanti: migliaia di freelance, talenti artistici, startupper, studenti e cittadini particolarmente attivi e consapevoli. Il ricco patrimonio culturale della città è guidato dalle istituzioni educative e dalla giovane imprenditoria privata, e tutto questo si traduce in un ambiente particolarmente recettivo alla creatività e all’innovazione.
- Abbondanza di Talenti : Torino ospita una comunità particolarmente ricca ed eterogenea di professionisti creativi: registi, designer, scrittori, artisti e artigiani di varie discipline. La presenza di istituzioni scolastiche di primo piano assicura un costante afflusso di giovani brillanti dotati di competenze e idee all’avanguardia. Per questo la città costituisce una verina interessante per le aziende che desiderano selezionare collaboratori di alto livello, siano essi dipendenti o talenti freelance esterni.
- Abbondanza di Startup: Torino ha coltivato negli anni un fiorente ecosistema di startup, in particolare nei settori della tecnologia, del design industriale e dello spettacolo. L’attenzione della città nei confronti delle realtà innovative si conferma nelle tante iniziative a sostegno dell’imprenditorialità, come l’istituzione di incubatori e acceleratori che forniscono risorse e tutoraggio. Questo ambiente favorisce la collaborazione tra imprese consolidate e startup, creando interessanti opportunità di partnership.
- Eventi culturali: gli eventi e i festival non servono solo a celebrare la creatività e l’eccellenza culturale, servono anche da piattaforme per il networking professionale. Questi incontri permettono infatti a liberi professionisti, artisti e aziende di entrare in contatto, condividere idee e valutare collaborzioni, arricchendo ulteriormente il panorama creativo della città.
- Arte applicata: il patrimonio artigianale di Torino è un altra fonte di attrazione per i talenti. La città è nota per la sua antica tradizione artigiana in settori come la gioielleria, il tessile e la realizzazione di mobili. Il culto per la qualità tipico di queste nicchie ispira designer e artisti contemporanei che accorrono da ogni parte del mondo per perfezionare le proprie capacità e trovare un ambiente accogliente e stimolante in cui vivere ed operare.
- Pianificazione Urbanistica: la città sostiene da anni importanti sforzi di pianificazione a supporto della diffusione di co-working, laboratori, studi e spazi espositivi. Oltre a ciò, diverse istituzioni professionali favoriscono la collaborazione e la condivisione delle conoscenze, pormuovendo comunità di supporto per freelance, professionisti creativi e startupper.
Il ruolo del CFO
In questo contesto in rapida evoluzione, il ruolo del Chief Freelance Officer (CFO) diventa sempre più vitale per le aziende che vogliono affrontare le sfide contemporanee e sfruttare il potenziale dei talenti creativi di una città come Torino. Nella mia attività agisco come un ponte tra le organizzazioni e i migliori esponenti della comunità freelance, assicurandomi che entrambe le parti lavorino con piena soddisfazione ed efficacia.
- Capire l’economia freelance: Il CFO svolge un ruolo cruciale nell’aiutare le aziende a comprendere le dinamiche dell’economia freelance. Riconoscendo il valore di cui sono portatori – flessibilità, competenza specialistica, visione alternativa – le organizzazioni possono migliorare significamente il modo in cui integrano i freelance nei loro flussi di lavoro.
- Facilitare la collaborazione: Il CFO ha la responsabilità di favorire un clima di collaborazione tra i team interni e i freelance. Questo delicato compito comporta la creazione di canali di comunicazione chiari, la definizione di aspettative precise e la promozione di una cultura del rispetto e dell’inclusione. Solo così facendo le aziende possono sfruttare appieno il grande potenziale della forza lavoro freelance.
- Innovare i modelli lavorativi: Il CFO deve padroneggiare, saper personalizzare e correttamente implementare modelli di lavoro innovativi che migliorino la produttività e la creatività. Che si tratti di metodologie agili, pratiche di smart working o esperienze di team building, deve sempre trovare il modo di aiutare sia i talenti esterni che quelli interni a dare il meglio di sè.
- Affrontare le nuove sfide: In un mondo in cui la natura e la pratica lavorativa è in costante mutamento, il CFO aiuta le organizzazioni ad adattarsi alle nuove tendenze. Ciò include la gestione del lavoro a distanza, l’armonizzazione di team eterogenei e la garanzia di conformità alle nuove normative.
- Tutelare i diritti dei lavoratori: Il CFO svolge un ruolo fondamentale nel garantire che le aziende rispettino la normativa legale e mantengano un attitudine positiva nei confronti di tutti i collaboratori. Come prodotto della Cultura Olivetti, mi sento particolarmente impegnato nel difendere i diritti e la dignità intellettuale dei lavoratori, freelance e non solo.
Conclusione
Come Chief Freelance Officer impegnato nell’innovazione del paradigma lavorativo contemporaneo, sono particolarmente felice della mia vita a Torino. Il vibrante panorama culturale cittadino, la sua costellazione di successi nei campi del cinema, del design, dell’arte, della filosofia e del diritto, è una costante fonte di ispirazione per me. Inoltre l’aria di collaborazione e creatività che qui si respira ha un valore inestimabile per i freelance e i professionisti creativi con cui amo collaborare.
In questa città abbiamo tutti l’opportunità di plasmare il futuro del nostro lavoro e della nostra vita personale, attingendo a una ricca tradizione e al contempo abbracciando nuove idee e pratiche. E dal momento che le aziende riconoscono sempre più l’importanza del ruolo di CFO per meglio navigare tra le complessità del mondo del lavoro, la mia missione è aiutarele a rimanere competitive e innovative . Per finire, secondo me Torino non è solo una città, è un ecosistema complesso in cui la creatività fiorisce e il futuro viene ridefinito ogni giorno, collettivamente.
